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lunedì 11 maggio 2015

L'assurdità del Reddito di Cittadinanza (e mica solo in Italia)


Salve.

Mi ero riproposto di non perdere troppo tempo con la propaganda elettorale dei partiti politici, perché è davvero inutile commentare qualcosa che tanto non verrà mai realizzato.
Ma l'insistenza con cui il M5s continua a parlare del "Reddito di Cittadinanza" nei comizi, sui media amici e persino con una marcia ad Assisi, presentandolo come una cosa possibile, realizzabile e persino sensata, alla fine ha avuto la meglio sulla mia già non eccelsa pazienza.

Premetto, ad uso dei Grillini-Cittadini-Militanti in perenne campagna elettorale che, al fine di evitare distorsioni, le fonti che utilizzo in questo post per descrivere la proposta del M5s sono soltanto grilline: il blog di Grillo, che contiene la versione ufficiale della proposta di legge, le interviste video in cui i grillini parlano direttamente alla gente, evitando trascrizioni errate da parte di giornalisti della Ka$ta.
Quindi, nulla di scritto, se non sotto il controllo di Grillo.
Il resto è materiale audiovisivo.

Va da sé, non mi aspetto di cambiare le opinioni di nessuno.
Tutto ciò che desidero fare con questo post è di chiarire il mio punto sulla questione.

Stando alla proposta di legge ufficiale, con il Reddito di Cittadinanza (d'ora in avanti RdC) si proporrebbe di integrare il reddito netto annuo di ogni cittadino sino a fargli raggiungere un minimo pari a 7.200 euro netti l'anno, stabilito in ordine alla soglia di povertà relativa, quantificata a partire dall’anno 2013 in 600 euro mensili netti. 
Grillo nel video parla invece di 780 euro netti mensili: forse un aggiornamento Eurostat, forse un ricalcolo, forse s'è sbagliato, ma qui non importa.
Il RdC sarebbe un diritto non soltanto dei cittadini italiani maggiorenni, ma anche dei cittadini stranieri residenti in Italia da almeno due anni, purché questi ultimi dimostrino di aver lavorato minimo mille ore nello stesso periodo (circa 9 ore e mezza alla settimana, in media) oppure di aver guadagnato almeno 6.000 euro netti in due anni.

Il RdC integrerebbe il reddito degli aventi diritto per un massimo di tre anni, nel corse dei quali il soggetto si renderebbe disponibile ad accettare offerte di lavoro "congrue", dove per "congrue" si intende: 
  1. attinenti alle propensioni, agli interessi e alle competenze acquisite dal beneficiario in qualsiasi modo;
  2. con una retribuzione oraria comunque non inferiore a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale;
  3. con una sede del luogo di lavoro non distante oltre 50 chilometri dalla residenza del soggetto interessato e il luogo di lavoro raggiungibile con i mezzi pubblici in un arco di tempo non superiore ad 80 minuti (questa definizione è talmente ristretta che il mio attuale lavoro, la cui sede dista un'ora e mezza da casa mia con i mezzi, già non rientrerebbe nella categoria...).
Sia chiaro -- e lo ribadisce anche Grillo nel video: non si tratta di lavori sociali, come chiamare il laureato con master per offrirgli un posto da badante di un anziano. Sono "lavori veri" (parole letterali di Grillo, non di un comune mortale come me).
Se il soggetto rifiuta -- non chiedetemi perché -- non una, non due, ma ben tre offerte di lavoro che miracolosamente rientrino nella ristretta definizione di cui sopra, costui -- vivaddìo -- perde il Reddito di Cittadinanza.
Ma a quel punto, sarebbe l'ultimo dei suoi problemi.

Se vi domandate come vengano certificati i requisiti degli aventi diritto... Be', la proposta dice che la cosa va fatta mediante autocertificazione.
Nessun controllo nel merito, ma solo controlli automatici per evidenziare difformità rispetto alle banche dati già esistenti. Come dire, che se uno ha dichiarato al fisco 50 mila euro l'anno e poi chiede il RdC, lo scoprono subito. Ma se è un evasore, va tutto bene.
In un Paese in cui ci sono migliaia di falsi invalidi certificati da medici ASL compiacenti, che si stima costino circa 1,5 miliardi di euro l'anno (e non si riescono ad effettuare controlli adeguati), il M5s propone di elargire sussidi a circa 10 milioni di persone dietro presentazione di un'autocertificazione, verificata con controlli automatici.
E va be'.

Ma aspettate a parlare di fantascienza.
Perché, ciò premesso, queste meravigliose offerte di lavoro "congrue" -- che tutti ogni giorno cercano, ma che nessuno sembra riuscire a trovare -- dovrebbero arrivare da dove nessuno s'è mai aspettato di vedere arrivare niente: dai Centri per l'Impiego, versione tinteggiata dei vecchi, iper-burocratici Uffici di Collocamento; che, ovviamente, hanno dentro ancora gli stessi impiegati. E mica possono mandarli via.

C'è poi il lietmotif della copertura finanziaria.
Molti si domandano da dove dovrebbero arrivare le risorse per finanziare il RdC (19 miliardi all'anno, si dice nella proposta; 17 mld/anno in tv, invece): domanda legittima, posto che deve trattarsi di entrate certe, garantite e non "finanziate a valere sulla lotta all'evasione ed alla corruzione", come dicevano i Democristiani nella Prima Repubblica, quando non volevano davvero realizzare nulla. 

L'ipotesi di ridurre notevolmente la spesa della difesa, sulla base dell'affermazione che l'Italia sarebbe "il terzo Paese per spesa militare in Europa e il settimo al mondo" fa tanto Wikipedia, posto che invece il SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute, l'osservatorio più importante del mondo sulla spesa militare), parla invece di 12-mo al mondo e quinto in Europa, dopo Russia, Francia, Gran Bretagna e Germania. 
Il che significa che il solo Paese europeo di dimensioni e con una popolazione confrontabile all'Italia che spende meno di noi è la Spagna. 
Pretendere che noi si debba tagliare la spesa militare perché spendiamo più dell'Olanda o del Portogallo, francamente, non mi pare un'argomentazione delle migliori.
Ma fate voi.

Secondo il M5s poi, 2,7 miliardi dovrebbero arrivare da lotterie e giochi pubblici, ma il Movimento non spiega in che modo sostituire i mancati introiti per quei capitoli di spesa che attualmente di quel gettito sono i destinatari. 
Si tratta, tra l'altro, di capitoli molto delicati, posto che i proventi da giochi di Stato vengono spesso utilizzati per reperire le risorse necessarie agli Enti Locali per il perseguimento di finalità culturali, sociali e di riqualificazione ambientale; ovvero aree di intervento in cui, senza il gettito delle lotterie e giochi pubblici, praticamente non c'è un centesimo. 

La restante parte viene, per lo più, da contributi di solidarietà previdenziale, ovvero tassando le pensioni: questa -- che pure sarebbe una buona cosa, se soltanto non fosse destinata a finanziare un'idea così balzana -- non è purtroppo una via praticabile, almeno secondo la Corte Costituzionale, che ha già bocciato due volte in tre anni chi ritoccava le pensioni già in corso di erogazione, a qualsiasi titolo.
Ed il fatto che Casaleggio dica che si può fare anche con le sentenze negative della Consulta -- posto che Casaleggio è un uomo di marketing, non un costituzionalista -- francamente non mi sembra fondamentale.

E poi, ma davvero con 19 miliardi l'anno riusciamo non solo a coprire l'integrazione del reddito di tutti quelli che diranno di averne diritto, ma a fare anche i controlli e a trasformare i Centri per l'Impiego in una cosa seria? 
Non solo: con quei soldi riusciamo anche a far saltar fuori un posto di lavoro per ciascun avente diritto in linea con la definizione di "congruità" di cui sopra?
In Italia?!
Madonna, se siamo bravi!

Sin qui, ho parlato solo di Italia. Vediamo cosa succede all'estero, dove i grillini sostengono che questa cosa esista già, sia pure in forme differenti.
Qui in Gran Bretagna (dove vivo io) devono vedersela con due fenomeni chiamati, rispettivamente, "benefit thieves" e "benefit train".

Il primo, semplicemente, è rappresentato da gente che si auto-certifica dei requisiti che non ha e quindi percepisce sussidi (in GB hanno il buon senso di chiamare le cose con il loro nome) ai quali non ha diritto.
Ma in Italia, giustamente, non abbiamo di questi problemi; per cui passerei subito al secondo.

Il "benefit train" è un fenomeno curioso, perché non è affatto illegale: è soltanto l'effetto distorsivo causato dalla normativa sui sussidi, in base alla quale una persona dopo aver mantenuto il sussidio il più a lungo possibile, accetta il-primo-lavoro-purché-sia, al solo scopo di "azzerare" il proprio rapporto con il DWP (Department of Work and Pensions, l'INPS britannica) e poi perdere il lavoro per tornare a vivere a spese di chi lavora, con un nuovo sussidio.
In pratica, X anni di sussidio e tot mesi di lavoro, poi di nuovo X anni di sussidio e tot mesi di lavoro, e così via...

Il fenomeno, per quanto si svolga alla luce del sole (c'è persino un programma del canale ITV, chiamato "Benefit Street" in cui questi "dodgers", furbetti dei benefit, vengono intervistati apertamente) è di difficile soluzione a livello pratico.
Il giro di vite sui furbetti dei benefit è stato uno dei temi caldi della campagna elettorale dei Conservatori e degli (ex?) amici di Grillo dello UKIP.

Ciò accade in Gran Bretagna; per cui immagino che gli estensori della proposta suppongano che in Italia certe cose non succederebbero mai.

A questo punto, mi sembra di aver detto abbastanza da ipotizzare che il Reddito di Cittadinanza dei Cinquestelle o è una figata incredibile che sovverte le Leggi dell'Universo o è la classica mega-balla politica buttata lì da una forza d'opposizione, perché sa bene che tanto non verrà mai realizzata (o almeno non così); ma che, specie in prossimità di elezioni in un Paese in piena crisi, una sua utilità per qualcuno ce l'ha eccome.

Decidete voi.
Saluti,

(Rio)

PS. Aggiornamento: ho aggiunto una serie di post che analizzano in dettaglio le "presunte" fonti di finanziamento del RdC. La serie comincia qui.

venerdì 1 febbraio 2013

Acchiappando farfalle nel programma del Movimento 5 Stelle



Salve.

E' tempo di elezioni e cosi' presento di seguito alcuni commenti sul programma del Movimento Cinque Stelle in materia di Economia.

Premetto, per correttezza, che chi scrive non e' un elettore del M5S, ne' mai lo sara'.
Ma avrebbe potuto anche esserlo, se solo il M5S si fosse limitato ad occuparsi dei temi con cui e' nato anni fa e sui quali ha dimostrato competenza e serieta', invece di montarsi la testa e di scrivere un programma a 360 gradi che dimostra -- su temi critici come l'economia -- una sostanziale ignoranza e una notevole dose di incoscienza, anche.

In materia economica, il Movimento Cinque Stelle si comporta praticamente come un bambino che si diverte a smontare un apparecchio elettronico rotto di cui non capisce niente, cercando di aggiustarlo: puo' solo fare disastri.

Oggi, il M5S avrebbe potuto essere il VERO Pirat Partei italiano, con proposte eccellenti in tema di virtualizzazione delle procedure amministrative e dei contenuti. Ha scelto invece di fare il passo piu' lungo della gamba e, nonostante una probabile affermazione elettorale alle prossime politiche, se non cambia rotta e se davvero realizza una qualsiasi delle proposte elencate qui sotto, mettera' il Paese in acque anche peggiori di quelle in cui gia' si trova.

E allora ha ragione Oscar Giannino, quando dice che le idee in materia economica di Grillo sono "roba da ambulanza"? Be', secondo me, si', specie se si considera che una delle premesse economiche dei grillini e' quella di tagliare i costi e gli sprechi, a partire da quelli della politica e dei livelli amministrativi intermedi, come le Province.
Ma vediamo queste proposte. Io ne ho estrapolate alcune: le piu' folli.
Il programma per intero lo trovate a questo link.


SUL TEMA (FONDAMENTALE!) DELL'ECONOMIA, IL M5S VORREBBE:

Abolizione delle scatole cinesi in Borsa.
Questa abolizione della finanza derivata cosi', per decreto, e' bellissima.
E' la tipica trovata qualunquista casaleggiana per prendere all'amo chi di finanza non capisce nulla.
C'e' una roba strana che nessuno sa bene come funziona e che a volte causa disastri?
Abroghiamola! Tanto chi ci capisce niente...
Complimenti a Casaleggio: il suo lavoro di consulente in demagogia lo sa fare.

Abolizione della legge Biagi.
Sottotitolo: e da domani si torna a lavorare tutti in nero.
(Forse dovrebbero aggiornare il programma alla Riforma Fornero, ma l'intento e' chiaro: abolire la flessibilita' per abolire il precariato. Come non averci pensato prima?).
Questi che vogliono combattere il precariato abrogando le norme sui contratti flessibili sono come quei fanatici battisti o metodisti che nell'Ottocento volevano impedire la prostituzione introducendo il coprifuoco al tramonto.Non avevano capito il problema.

Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno.
Impedire? Come "impedire"?
Innanzitutto, la cosa sembra prefigurare un comportamento anticoncorrenziale, probabilmente contrario ad una lunga serie di direttive comunitarie, ma lasciamo perdere.
Solo, se i proprietari di queste aziende-alimentari-eccetera decidessero di "smantellare", perche' a loro conviene cosi', che facciamo?Li arrestiamo?
Oppure le loro aziende se le compra lo Stato per salvare posti di lavoro?
Ma non dovevamo tagliare i costi?
E ci mettiamo a comprare fior di aziende improduttive?
E quanto ci costa? E dove prendiamo i soldi?

Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e industriale.
Cosi', per decreto. Vorrei proprio vedere come fanno.
Voglio leggere il disegno di legge, per farmi quattro risate.
Suggerimento: perche', gia' che ci siamo, non abroghiamo per decreto anche i programmi elettorali fatti di fumo?

Introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite.
Sicuro. Potete dire addio: alle societa' di revisione, alle societa' di rating, alla quasi totalita' del business di intermediazione mobiliare, agli edge funds ed alla gestione dei patrimoni wealthy. Questo  per citare le prime cose che mi vengono in mente.
Privato di tali sbocchi, un fiume in piena di denaro si riversera' nei soliti approdi sicuri, cioe' nell'oro e nel mattone: vi lascio immaginare le conseguenze.

Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se questa si e' resa responsabile di gravi reati.
Avete letto bene: c'e' scritto questA, con la A. E' riferito alla societa', non al consigliere. Sara un refuso: forse volevano dire questI con la I.
No, perche', messa giu' cosi', significa che Tizio commette il reato e Caio, che siede nel consiglio di amministrazione, non puo' ricoprire un altro incarico nella stessa societa'.
E perche'? Perche' forse "non poteva non sapere"?
Il CFO trucca i bilanci, magari lo fa anche bene, e il consigliere "lo doveva sapere"?
E la responsabilita' personale nei reati penali? E la presunzione di innocenza? Riscriviamo tutto l'impianto giuridico e diventiamo il primo Paese al mondo con un diritto penale collettivo e la presunzione di colpevolezza?

Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato.
Eccone un altro che non sa in quanti modi si puo' remunerare un executive in un'azienda.
Attuata alla lettera, ammesso che sia attuabile (ma, come avrete capito, l'attuabilita' non e' una priorita' per la Casaleggio & Associati: e' il consenso che conta), questa cosa significa che tutti i migliori manager andranno a gestire ed a realizzare utili per aziende che sono all'estero, mentre noi ci terremo quelli che nessuno vuole.
Un colpo di genio.

Abolizione delle stock options.
Ma studiare un po' di storia recente delle crisi finanziarie, proprio no?
Le stock options non solo devono restare, ma devono sostituire i bonus e rimanere incedibili nel medio periodo, proprio per contrastare le cause che hanno favorito e rafforzato la crisi del 2008.

Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei.
Un modo sicuro c'e', Grillo: si chiama liberalizzazione del mercato.
 Funziona anche con le banche, sai?
Quelle in perdita che tu vuoi nazionalizzare a spese del contribuente.
E menomale che vuoi tagliare gli sprechi.

Favorire le produzioni locali.
Se e' mediante forme di protezionismo, si sappia: e' vietato dall'U.E.
Perche' -- pensate un po' -- e' un comportamento contrario alle logiche del mercato unico.
Chi l'avrebbe mai detto, vero?

Sostenere le società no profit.
Come? Le reggiamo con una mano?
Oppure de defiscalizziamo ancora? E i mancati introiti per l'erario come li compensiamo?
Ma per avere un po' di dettaglio dal M5S, cosa bisogna fare?
Andare a casa di Casaleggio?

Sussidio di disoccupazione garantito.
Be', se sovvenzionate, sostenete e nazionalizzate tutto quello che dite di volere sovvenzionare, sostenere e nazionalizzare, se ritenete che persino i 10mila e passa forestali siciliani "non siano un problema", non vi restera' un centesimo.
Come lo create il fondo per il sussidio di disoccupazione garantito?
Stampando cartamoneta a Sestri Levante?
Tagliando le famose "auto blu" ed i "privilegi della politica"?
Ma ce l'avete un'idea -- anche vaga -- di quanti soldi vi servano e, quindi, di quanti costi vadano tagliati, per finanziare il fondo per un sacrosanto sussidio di disoccupazione garantito che sia degno di tale nome?

E questo su Grillo.
Un'ultima riflessione vorrei dedicarla a quelli che dicono che la sostanza vince. Ottimisti.
Così, si rischia di commettere un altro mio errore: quello di sottovalutare la "pancia degli Italiani".
Anch'io dicevo, alle scorse politiche: "Berlusconi non puo' vincere, la gente ne ha abbastanza, non
e' cosi' stupida..."
Conclusione: Berlusconi ha ottenuto il miglior risultato di sempre.
Poi, dopo Monti, ho anche detto: "La gente non puo' mica ricascarci di nuovo..."
Conclusione: Berlusconi nei sondaggi e' ormai a pochi punti dal PD.

Ammettiamolo tutti una buona volta:
purtroppo, l'Italia non e' un granche'.
E' un Paese superficiale, popolato da gente emotiva e puerile, che ha sempre una gran voglia di scorciatoie comode.
Altro che chiesa cattolica, mafia, razzismo nord-sud, questione meridionale e compagnia bella: la vera anomalia italiana e' che
l'Italia non e' un granche'.

Casaleggio questo lo sa. 

E Casaleggio il suo lavoro lo sa fare.

Saluti,

(Rio)

lunedì 28 settembre 2009

Il Programma del Movimento di Beppe Grillo: tra demagogia e spunti interessanti.

Salve.
Recentemente Beppe Grillo ha pubblicato sul proprio blog (www.beppegrillo.it) i punti programmatici del Movimento che nascerà formalmente il prossimo Ottobre, suddividendoli per temi in Energia, Salute, Trasporti, Economia, Informazione, Istruzione e "Stato e Cittadini".

Il programma e' abbastanza dettagliato, non generico, e questo e' sicuramente un fatto degno di lode.
Alcune idee sembrano buone, anche se non nuove, ma questa non e' certo una gara di originalita'.
La maggior parte dei punti, tuttavia, risente troppo della solita demagogia grilliana, ove non di una certa banalita'.

Per ragioni di brevita', e' stato selezionato il tema piu' interessante (a parere di chi scrive): quello dell'Economia.
I commenti aggiunti sono riportati in corsivo tra parentesi quadre [cosi'].



  • Introduzione della class action [e sarebbe ora: era un cavallo di battaglia sia del PdL che del PD ma, tra il dire e il fare... Resta da vedere come fara' un Movimento sinora costituito sostanzialmente da soli Consiglieri di Enti Locali ad introdurre la class action. Gruppo di pressione?]

  • abolizione delle scatole cinesi in Borsa [Seh, buonasera. E' come pretendere di cancellare l'avidita' dal genere umano. Suggerirei un'alleanza strategica con il Mago Merlino. Buona fortuna.]

  • abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate [Interessante, anche se esistono molti modi per aggirare un tale divieto. E' una buona idea provarci, ma mi piacerebbe sapere come.]

  • introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate [Qualcuno ha visto qualcosa, dietro la spessa coltre di fumo negli occhi? Perche' io no.]

  • abolizione della legge Biagi [Certo Grillo, come no! Tutti di nuovo in nero e senza contributi, come negli Anni '80! Tu si' che hai capito il mercato del lavoro: sei un genio.]

  • impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno [Qualcuno vada da Grillo e gli spieghi, con parole semplici, se ci riesce, cos'e' la legge di mercato e perche' non rispettarla e' peggio, cioe' costa di piu'.]

  • vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale [Cartoline dal Mondo Perfetto. Io aggiungerei anche di far mettere la targa alla slitta di Babbo Natale, gia' che ci siamo.]

  • introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite [Sacrosanto. Serve capire come, pero'. Il nodo e' tutto li'.]

  • impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se questa si è resa responsabile di gravi reati [Non sono sicuro di aver capito, qui. Se la societa' avesse commesso illeciti per colpa, che so, di un Direttore Finanziario che ha commesso falso in bilancio, perche' un Consigliere non dovrebbe ricoprire alcun altro ruolo in essa? Ma la responsabilita' penale non e' sempre personale?]

  • impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia) [Assolutissimamente si'. Anche qui, devono dire come, pero'.]

  • introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato [C'e' un grande dibattito in corso in Gran Bretagna su questo, ma - di nuovo - esistono mille modi per aggirare questa norma. E ci sono anche delle controindicazioni. Come con gli antibiotici.]

  • abolizione delle stock option [Buonanotte, Beppe.]

  • abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato [Io concordo, ma vallo a dire a Bertinotti. Tutti i lavoratori in esubero, poi, che fanno? Come li utilizzi?]

  • allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei [Basta liberalizzare il mercato, consentendo ad operatori esteri di vendere questi servizi da noi. Non avevi detto che volevi abolire i monopoli?]

  • riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari [D'accordissimo! Solo nessuno ti ha detto che la stragrande maggioranza della spesa pubblica e' data da stipendi e pensioni? Una volta che tutto diventa telematico, se tutti quei pubblici dipendenti non li mandi via, non risparmi quasi nulla, lo sai?]

  • vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa [Giusto. E ho detto tutto.]

  • favorire le produzioni locali [Come? Con le sovvenzioni? Sono altre spese, Beppe. Non dovevi tagliare?]

  • sostenere le società no profit [Come?]

  • sussidio di disoccupazione garantito [Questo lo dice anche Bertinotti da un vita. Qualcuno a Sinistra vuole rispondere alla domanda ("LA" domanda!) che da sempre poniamo noi liberisti, per favore? Per fare questo, ci vogliono diverse centinaia di milioni di euro all'anno: dove li prendiamo, in un Paese la cui spesa in bilancio e' blindata da stipendi e pensioni ai pubblici dipendenti?]

  • disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia) [Giusto. Anche questo avra' conseguenze sull'occupazione, ma e' giusto.]
  • .

Saluti,

(Rio)

giovedì 16 luglio 2009

Democrazia e diritti: tra il dire e fare...

Salve.

Piu' che un post, questa e' la constatazione di un dato di fatto (ove mai ve ne fosse bisogno).

In Italia siamo tutti bravissimi a riempirci la bocca con attentati alla Costituzione, rispetto della legalita', assalti da parte di Sinistre reazionarie e comuniste e Presidenti del Consiglio mafiosi e/o nazi-fascisti che violano le piu' elementari regole della democrazia.

Abbiamo partiti con nomi come «Popolo delle Liberta'» e «Partito Democratico», e tutti li' ad autodefinirsi "liberali", "servitori delle Istituzioni", "Figli del 25 Aprile (che-e'-la-festa-di-tutti)
" e "difensori della Repubblica sorta dalle ceneri del Fascismo".

Ma quando qualcuno, in virtu' dei tanto sacri principi democratici e di "sovranita' popolare" (un altro termine stra-abusato e stra-tradito), mette le mani nella nostra pasta, siamo tutti li' a cercare mille escamotages per impedirgli di guastarci la festa privata.

Se qualcuno, nel nome della Legalita' e della Democrazia, indaga su alcuni aspetti "poco chiari" del nostro passato, ecco che salta fuori un bel Lodo Alfano.

Se qualcuno, nel nome del principio democratico che vorrebbe che la gente dicesse la sua con le primarie, si candida alla segreteria del Partito Democratico, ecco che scattano diecimila veti incrociati e si corre a spulciare lo Statuto parola per parola, sino a trovare IL CAVILLO: l'articolo 9 dello Statuto nazionale del PD recita: «Possono essere candidati solo gli iscritti alla data della convocazione delle elezioni (primarie)». Il congresso è stato convocato il 26 giugno: troppo tardi, per Beppe Grillo.
Sia lodato San Azzeccagarbugli.

Invece di cambiarlo, lo Statuto, per permettere di presentarsi ad un uomo (del quale io personalmente non ho grande stima, ma il cui diritto alla candidatura io difendo; e raga', sono Radicale: mi dovete portare pazienza...! :-) ), posto che in molti lo avrebbero apprezzato piu' di chi scrive, lo si chiama "opportunista", gli si dice "tu non c'entri niente" e gli si sbarra la strada con un cavillo.

Signore e signori, eccovi servito il vero volto della democrazia italiana.

Saluti,

(Rio)