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lunedì 21 settembre 2026

Il Socialismo e l'alleanza "contro"

     

Salve.

Non credo che alla maggior parte delle persone sia sfuggito il rifiorire degli ideali socialisti in Europa e, vera novità, anche negli Stati Uniti. Il successo di Zohran Mamdani a New York, l'affermazione elettorale e mediatica di diversi esponenti di DSA (Democratic Socialists of America), la radicalizzazione dei campus universitari e, da questa parte dell'Atlantico, il prepotente riaffermarsi di partiti della Sinistra Massimalista, ma anche delle correnti massimaliste nei partiti di Centro-Sinistra, come nei Laburisti in UK e nel PD in Italia. 

Specie in Europa, a questo spostamento a Sinistra, è anche corrisposto un inevitabile risorgere di partiti di Estrema Destra, l'altra faccia della medaglia totalitaria: i vari Futuro Nazionale di Vannacci in Italia, AfD (Alternative für Deutschland) in Germania, RN (Rassemblement National) di Marine Le Pen in Francia, e via delirando, si sono aggiunti alla già nutrita schiera di populisti di Destra e di Sinistra. 

È superfluo dire che entrambi questi schieramenti, che giurano di essere antitetici ed opposti gli uni agli altri, in realtà propongano soluzioni semplicistiche molto simili tra loro ai principali problemi che oggi affliggono molte delle società democratiche e borghesi.
Superfluo anche dire che i loro alleati internazionali e le loro visioni geopolitiche si somiglino come due gocce d'acqua: mai come in questi tempi contorti appare evidente come la Teoria del Ferro di Cavallo formulata da Jean-Pierre Faye nel XX Secolo sia molto più che una semplice boutade politologica.

Tra l'altro, tutto ciò avviene a prescindere dal sistema di valori di cui questi "alleati" internazionali sarebbero i promotori e, neanche a dirlo, dall'esistenza o meno di una reale affinità tra le visioni del mondo di questi "alleati" internazionali e quella dei partiti politici europei ed americani che li sostengono. 

In questo contesto (che sarebbe gentile definire irrazionale ed emotivo), si incontrano gruppi LGBTQ+ che inneggiano a gente che li considera soltanto un abominio da sopprimere e che quindi taglierebbe loro la gola alla prima occasione. 
Si vedono spesso anche gruppi che si definiscono socialisti democratici che si schierano apertamente a favore di oligarchie fasciste, e gruppi che si definiscono anticolonialisti e terzomondisti che sostengono con forza il progetto coloniale, imperialista e violento di alcuni Paesi. 
Anche se l'elenco potrebbe continuare, mi fermo qui perché mi sembra di aver reso abbastanza l'idea del caos imperante. 

Se si cercano le cause di questo stato di cose, a mio avviso, la più importante è senz'altro un'ignoranza abissale della storia del Novecento. 
In troppi non sanno o non capiscono cosa sia accaduto veramente nel Novecento. 
Non hanno idea di come l'aver inseguito il mito di una società perfetta, a Destra come a Sinistra, abbia prodotto alcune delle più grandi carneficine che il mondo abbia mai conosciuto. 

Nessuno che sappia o capisca perché nel Novecento queste visioni totalitarie, che pure si erano affermate con estrema velocità, siano poi tutte inevitabilmente crollate, e mica sempre per aver perso una guerra, ma anche nei casi in cui l'avevano vinta.
Questo perché c'è tanta, troppa gente che non sa analizzare ed interpretare la storia in modo critico, ma che cerca soltanto una narrazione che la soddisfi a livello emotivo, per potervi così aderire con tutta se stessa. La solita vecchia storia del "tifare" che è molto più facile che "pensare".

Si ignora, ad esempio, che tutti i regimi socialisti nella storia sono stati sostanzialmente totalitari, senza eccezioni; e che non potrebbe essere diversamente, data la natura stessa del socialismo. 
Parlare di vero socialismo democratico è un ossimoro, come dire "ghiaccio bollente", perché se è vero socialismo, non è democratico; se è davvero democratico, allora non è socialismo. 
La cosiddetta "socialdemocrazia", ad esempio, non è socialismo: è solo una delle tante forme di capitalismo sociale, ed ha limiti ben precisi di pressione sulle classi più abbienti, raggiunti i quali diventa insensato andare oltre. Pena, il rischio di crisi economica del sistema. 
Provate a studiare la storia di tutti i Paesi che hanno provato a superare quei limiti. 

Il socialismo, invece, è un'altra cosa, e richiede necessariamente una gestione dirigista e centralizzata dell'economia per operare e funzionare. 
Lo Stato deve possedere quasi per intero i mezzi di produzione, oppure deve mantenerne il sostanziale controllo. Tutto questo è incompatibile con la libertà d'impresa; e se lo Stato controlla la tua vita economica, allora controlla la tua tasca; se controlla la tua tasca, allora controlla te. Quindi si fa quello che dice lo Stato, quando lo dice lo Stato e come dice lo Stato. C'è pochissimo spazio per le scelte individuali.

Inoltre, tutti i modelli incentrati sulla redistribuzione dei redditi -- quindi anche quello socialista -- finiscono per privare i soli attori che producono nuovo valore, ossia i privati, di qualsiasi ragione per rischiare in proprio e investire. In altre parole, il sistema smette di produrre la ricchezza che gli occorre per autosostenersi. Se pensate che lo Stato possa da solo produrre sufficiente valore -- di nuovo -- guardate quante volte nella storia questo è stato tentato e come sia andata sempre, invariabilmente, a finire. 

Morale: lo Stato socialista dilapida tutta la ricchezza accumulata in precedenza dal capitalismo e poi entra inevitabilmente in crisi. 
È la realizzazione del celebre detto di Margaret Thatcher: "Il problema del socialismo è che alla fine i soldi degli altri finiscono".
Lungi dall'essere la semplice battuta di un politico, questa "profezia" della Thatcher si è sempre realizzata. Senza eccezioni.

Ma vi prego, non credete a me: guardate alla storia. 
Nel Novecento, c'erano circa un'ottantina di Paesi al mondo che avevano istituito modelli socio-politico-economici ispirati ai principi del socialismo, o che si dichiaravano apertamente comunisti. Oggi sono scomparsi quasi tutti, ed i pochi rimasti sono in una profonda crisi economica. Secondo voi, perché?

Tornando alla situazione attuale, la questione di fondo è che, nel clima di grande incertezza prodotto dalla crisi economica e sociale attuale, sempre più cittadini europei ed americani desiderano il socialismo perché, da ignoranti cronici quali sono, credono che questo cambio di regime offrirebbe loro la società dei sogni: un Paese in cui -- per capirci -- non si fa quasi un cazzo, ma reddito, sanità, casa, lavoro, pensioni, ossia presente e futuro, sono comunque garantiti.

Questi cittadini europei ed americani, sempre nella loro crassa ignoranza, incolpano il capitalismo degli Stati Uniti per tutto. In Italia, ad esempio, ci sarebbe "il neoliberismo" (EH?!) imposto dall'imperialismo yankee che ci schiavizzerebbe e impedirebbe alla nostra società di evolvere in una direzione più egualitaria e di raggiungere la tanto agognata giustizia sociale.
Per cui, non solo il governo USA, ma tutti i loro alleati -- veri o presunti tali -- vanno colpiti indiscriminatamente, ovunque essi siano.

E questo si fa schierandosi acriticamente con chiunque sia antioccidentale, antiborghese ed anticapitalista.
Non importa chi sia o cosa voglia; se è contro l'Occidente capitalista, è comunque un alleato: Putin, Xi Jinping, Hamas, Hezbollah, gli Ayatollah iraniani, persino quegli strafatti degli Houthi, chiunque.

Perché questo non è uno schierarsi PER costruire qualcosa.
È uno schierarsi CONTRO qualcosa, cioè per distruggere, per colpire qualcosa.

È davvero tutto qui. 
Per quanto sembri semplicistico, un'Alleanza "Contro" è la sola chiave di lettura che permetta veramente di capire e di spiegare interamente la follia che vediamo intorno a noi.

Saluti,

(Rio)

mercoledì 4 marzo 2026

Sánchez e il Mondo Reso Semplice

    

Salve.

Quest'uomo si chiama Pedro Sánchez, attuale primo ministro spagnolo. È un socialista e ci tiene a palesarlo quasi tutte le volte che parla. 
Infatti, come molti socialisti, Sánchez dice belle parole; talmente belle che tanta gente non si accorge di un elemento di fondo, ossia che Sánchez, al di là della forma, esprime pensieri a metà strada tra un cardinale cattolico e una ragazzina delle medie. 

Ad esempio, nel commentare l'attacco militare USA-israeliano all'Iran — e sottolineo: non solo americano, come in Venezuela; c'erano USA e Israele, stavolta — Sánchez usa espressioni come "unilaterale", "ingiustificato", "violazione del diritto internazionale" e "imperialista".

"Unilaterale", come se il fatto che per almeno due decenni l'Iran avesse finanziato, armato e addestrato qualunque gruppo di fanatici disposto ad attaccare Israele da ogni parte, da Hezbollah agli Houthi, passando ovviamente per Hamas e le Brigate Al-Aqsa, per rendere la vita dei civili israeliani un inferno fatto di sirene d'allarme, di corse ai rifugi con i bambini, di attentati improvvisi e di morti, non contasse assolutamente niente. 
"La guerra per procura non è diretta, per cui tu non puoi rispondere militarmente", sarebbe la sua... logica.

Ma questa è solo vuota retorica. 
La guerra per procura è un banale espediente strategico messo in campo quando sai che tu non sei ancora pronto, perché il tuo nemico ha — si dice — 150 testate tattiche nucleari e tu, invece, zero. 
E allora tu supporti, armi, finanzi e addestri tutti i suoi nemici, coordini gli attacchi militari congiunti (Hamas da Gaza, Hezbollah dal Libano, gli Houthi, addirittura, dallo Yemen!), insomma, fai di tutto per fargli la guerra; ma non attacchi direttamente. Lo fai fare ad altri per te.
L'Iran è arrivato a fornire a quei quattro ciabattari degli Houthi dei missili a lungo raggio, perché dallo Yemen quelli a medio raggio non hanno una gittata sufficiente. Ha ospitato per anni gli uomini di Hamas nei campi di addestramento dei Pasdaràn, li ha coperti di dollari per le armi e per costruire la rete di tunnel più estesa al mondo e, nemmeno è il caso di dirlo, da decenni controlla Hezbollah.

E Israele sa benissimo, come anche Sánchez, che dietro buona parte dell'instabilità in Medioriente ci sono gli ayatollah, che in questa strategia geopolitica hanno investito miliardi di petrodollari. 
Non facciamo troppo gli ingenui.
Quindi, be', "unilaterale" può valere per gli USA... Ma applicato anche a Israele, è una cazzata alla Don Quixote, proprio. 



Poi c'è "ingiustificato". 
Cioè, Sánchez non era lo stesso che si stracciava le vesti in ogni sede internazionale per la sorte dei Gazawi, rei "soltanto" di aver causato il peggior massacro ebraico dai tempi dei nazisti e di avere, per questo, scatenato una guerra, portandola sul proprio piccolo e densamente popolato territorio? 
Non era quello che chiedeva di intervenire per fermare Israele, parlando di fantomatiche centinaia di migliaia di morti? 

Ma stavolta pare non abbia visto cos'è successo in questi mesi alle ragazze ed ai ragazzi di Teheran, quando il regime ha posto in essere una carneficina in cui, stando a quel che si dice, in soli due mesi, avrebbero perso la vita più persone che in un anno di guerra a Gaza. 

E niente. Gaza: intervento contro Israele giustificato. Invece, Teheran: intervento contro l'Iran "ingiustificato". (???)
La solita umanità ad intermittenza. Uno dei più odiosi indicatori di ipocrisia.


Ora passiamo a 'sta benedetta "violazione del diritto internazionale" che, a sentire le Sinistre di mezzo mondo, si applicherebbe solo ai Paesi Occidentali, mentre per il resto del pianeta — ossia, proprio dove avvengono le violazioni più gravi — pare non esista nemmeno. 
Per questo motivo Al Jolani può tranquillamente massacrare i Drusi in Siria, Boko Haram i cristiani in Nigeria e, ovviamente, il regime iraniano può trucidare i propri ragazzi a migliaia. 
Sánchez no tiene ningún problema con eso.
Ma se qualcuno si azzarda ad intervenire militarmente, allora apriti Cielo! Si invocano sanzioni durissime, l'isolamento dalla comunità internazionale, l'embargo del jamón serrano e della paella valenciana.
Qualcuno si spinge ad obiettare che quelli di Teheran siano affari interni, non soggetti al diritto internazionale. 
E no, infatti: il massacro di — si dice — 40mila ragazze e ragazzi iraniani e l'impiccagione alle gru di omosessuali e dissidenti, a seguito della sanguinosa repressione del regime, non si configurano come "violazione del diritto internazionale". Sono soltanto una peculiare implementazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Vero?

Ma che pianeta di ipocriti. Diventa tutto facile quando si vede solo ciò che conviene vedere.
Nota: per questo io non sopporto i seguaci di ideologie forti, siano esse di Destra o di Sinistra: per questa gente, gli ideali contano sempre più dei fatti concreti, e questo mi dà l'orticaria. 


E veniamo al leitmotiv finale: "l'imperialismo". 
Ma veramente mi tocca spiegare a dei miei coetanei, adulti e vaccinati, che l'imperialismo lo fanno tutti i Paesi che possono permetterselo? Tutti quelli che possono. Nessuno escluso.
Per cui, c'è un imperialismo USA (chiedete a Maduro), ma c'è anche un imperialismo cinese (chiedete ad un qualsiasi abitante dell'Africa Australe, se volete sapere cosa sta facendo la Cina lì). 
C'è un imperialismo russo (citofonare Lukashenko, Repubbliche Baltiche e vari "Stan") e ce n'è pure uno Iraniano (secondo voi, perché l'Iran ha creato e controllato una milizia esterna, Hezbollah, tramite la quale per decenni e sino a pochi mesi fa ha controllato buona parte di Siria e Libano? Era la sua longa manus imperialista, mica la sua squadra di hockey su prato!). 
Infine, ce n'è uno israeliano e persino uno turco (quest'ultimo, sinora, non è venuto proprio benissimo, ma tant'è). 


E si potrebbe andare avanti, ma poi mi dicono che faccio sempre i post lunghi e quindi mi limito ad una considerazione finale. 
Tra le molte uscite fiabesche del primo ministro Sánchez, ce n'è una che mi ha fatto cadere le braccia sino in Cina (ho dovuto ricomprarmele usate su AliBaba). 
Sánchez ha detto qualcosa come: "Si può essere contro un regime odioso e, al tempo stesso, essere anche contro chi viola il diritto internazionale con un attacco."

E va bene, Fata Turchina iberica. 
Ma allora 'sto "regime odioso" che ignora ogni diplomazia, come lo combattiamo? Con il dissing?

Saluti dal mondo reale.

(Rio)