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giovedì 2 luglio 2020

Il viaggiatore e la mela



Arcobaleno sopra casa mia
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Una mattina, un uomo era pronto per intraprendere un viaggio d'affari di qualche giorno, visitando città vicine e lontane.

Prima di partire, vide al mercato una gran bella mela, proprio della varietà che piaceva di più a lui. Non ne aveva ma vista una così, né sul bancone ce n'erano altre uguali.
Questa mela sembrava succosa, invitante, e lui la immaginò dolcissima al morso; per cui decise di comprarla. 

 
Non aveva intenzione di mangiarla subito, però.
"Questa è una mela speciale e va gustata con il dovuto rispetto --disse tra sé-- quindi la mangerò in un momento importante, per assaporarla nel modo che merita, per celebrarne l'unicità."

L'uomo avvolse così la mela in un panno pulito con grande cura, sigillò il panno meglio che poté, lo ripose nella bisaccia e si incamminò per il suo viaggio.
Visitò diverse città dove, proprio come aveva previsto, fece molti affari. Conobbe molte persone, ed alcune di loro gli offrirono ottimo vino e cibo squisito; ma il suo pensiero, la sera, tornava sempre a quella deliziosa mela che aveva messo in bisaccia qualche giorno prima.

Un pomeriggio molto caldo, mentre percorreva un sentiero particolarmente lungo e faticoso, gli venne una gran sete ed una gran fame, ma non gli era rimasto più né cibo né acqua. 
Vide allora un albero poco più avanti e pensò: "Ho fatto molte cose belle e importanti nel mio viaggio. Ecco il momento giusto per mangiare quella mela speciale! Mi sistemerò all'ombra di quell'albero e finalmente mi gusterò la mia dolcissima mela!"

Rapidamente, raggiunse l'albero sul ciglio del sentiero e vi si sedette, appoggiandovi la schiena, anticipando con avida passione il gusto del primo morso.
Ma quando sciolse il nodo del panno in cui aveva avvolto la mela, scoprì --con grande disappunto-- che la mela era ormai non solo avvizzita ma anche andata a male, perché era bacata. Il verme forse era sempre stato nel frutto, ma lui non lo aveva notato.

L'uomo, quindi, in preda alla delusione e ad un senso di amarezza per aver perso quella che per lui era la più bella mela del mondo, se ne restò seduto lì, all'ombra di un grande melo che, proprio sopra di lui, era carico di frutti molto più dolci, grandi e succosi di quello che aveva appena scoperto di aver perso.
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Questa mia breve storia ha per me un significato preciso, ma non è importante.
Vi invito a trovarne di vostri.
Credo che ciascuno di noi possa trovarne uno.

Un saluto,

(Rio)