Salve.
Non credo che alla maggior parte delle persone sia sfuggito il rifiorire degli ideali socialisti in Europa e, vera novità, anche negli Stati Uniti. Il successo di Zohran Mamdani a New York, l'affermazione elettorale e mediatica di diversi esponenti di DSA (Democratic Socialists of America), la radicalizzazione dei campus universitari e, da questa parte dell'Atlantico, il prepotente riaffermarsi di partiti della Sinistra Massimalista, ma anche delle correnti massimaliste nei partiti di Centro-Sinistra, come nei Laburisti in UK e nel PD in Italia.
Specie in Europa, a questo spostamento a Sinistra, è anche corrisposto un inevitabile risorgere di partiti di Estrema Destra, l'altra faccia della medaglia totalitaria: Futuro Nazionale di Vannacci in Italia, AfD (Alternative für Deutschland) in Germania, RN (Rassemblement National) di Marine Le Pen in Francia, e via delirando, si sono aggiunti alla già nutrita schiera di populisti di Destra e di Sinistra.
È superfluo dire che entrambi questi schieramenti, che giurano di essere antitetici ed opposti gli uni agli altri, in realtà propongano soluzioni semplicistiche molto simili tra loro ai principali problemi che oggi affliggono molte delle società democratiche e borghesi.
Superfluo anche dire che i loro alleati internazionali e le loro visioni geopolitiche si somiglino come due gocce d'acqua: mai come in questi tempi contorti appare evidente come la Teoria del Ferro di Cavallo formulata da Jean-Pierre Faye nel XX Secolo sia molto più che una semplice boutade politologica.
Tra l'altro, tutto ciò avviene a prescindere dal sistema di valori di cui questi "alleati" internazionali sarebbero i promotori e, neanche a dirlo, dall'esistenza o meno di una reale affinità tra le visioni del mondo di questi "alleati" internazionali e quella dei partiti politici europei ed americani che li sostengono.
In questo contesto (che sarebbe gentile definire irrazionale ed emotivo), si incontrano gruppi LGBTQ+ che inneggiano a gente che li considera soltanto un abominio da sopprimere e che quindi taglierebbe loro la gola alla prima occasione.
Si vedono spesso anche gruppi che si definiscono socialisti democratici che si schierano apertamente a favore di oligarchie fasciste, e gruppi che si definiscono anticolonialisti e terzomondisti che sostengono con forza il progetto coloniale, imperialista e violento di alcuni Paesi.
Anche se l'elenco potrebbe continuare, mi fermo qui perché mi sembra di aver reso abbastanza l'idea del caos imperante.
Se si cercano le cause di questo stato di cose, a mio avviso, la più importante è senz'altro un'ignoranza abissale della storia del Novecento.
In troppi non sanno o non capiscono cosa sia accaduto veramente nel Novecento.
Non hanno idea di come l'aver inseguito il mito di una società perfetta, a Destra come a Sinistra, abbia prodotto alcune delle più grandi carneficine che il mondo abbia mai conosciuto.
Nessuno che sappia o capisca perché nel Novecento queste visioni totalitarie, che pure si erano affermate con estrema velocità, siano poi tutte inevitabilmente crollate, e mica sempre per aver perso una guerra, ma anche nei casi in l'avevano vinta.
Questo perché c'è tanta, troppa gente che non sa, da sola, analizzare ed interpretare la storia in modo critico, ma che cerca soltanto una narrazione che la soddisfi a livello emotivo, per potervi così aderire con tutta se stessa. La solita vecchia storia del "tifare" che è molto più facile che "pensare".
Si ignora, ad esempio, che tutti i regimi socialisti nella storia sono stati sostanzialmente totalitari, senza eccezioni; e che non potrebbe essere diversamente, data la natura stessa del socialismo.
Parlare di vero socialismo democratico è un ossimoro, come dire "ghiaccio bollente", perché se è vero socialismo, non è democratico; se è davvero democratico, allora non è socialismo.
La cosiddetta "socialdemocrazia", ad esempio, non è socialismo: è solo una delle tante forme di capitalismo sociale, ed ha limiti ben precisi di pressione sulle classi più abbienti, raggiunti i quali diventa insensato andare oltre. Pena, il rischio di default e la crisi generale del sistema.
Provate a studiare la storia di tutti i Paesi che hanno provato a superare tali limiti.
Il socialismo, invece, è un'altra cosa, e richiede necessariamente una gestione dirigista e centralizzata dell'economia per operare e funzionare.
Lo Stato deve possedere quasi per intero i mezzi di produzione, oppure deve mantenerne il sostanziale controllo. Tutto questo è incompatibile con la libertà d'impresa; e se lo Stato controlla la tua vita economica, allora controlla la tua tasca; se controlla la tua tasca, allora controlla te. Quindi si fa quello che dice lo Stato, quando lo dice lo Stato e come dice lo Stato. C'è pochissimo spazio per le scelte individuali.
Inoltre, tutti i modelli che si concentrano sulla redistribuzione dei redditi -- quindi anche quello socialista -- finiscono per privare i soli attori che nel capitalismo producono nuovo valore, ossia i privati, di qualsiasi ragione per rischiare in proprio e investire. In altre parole, il sistema smette di produrre sufficiente ricchezza per autosostenersi. Se pensate che lo Stato possa da solo produrre sufficiente valore -- di nuovo -- guardate quante volte nella storia questo è stato tentato e come sia andata sempre, invariabilmente a finire.
Morale: lo Stato socialista dilapida tutta la ricchezza accumulata in precedenza dal capitalismo e poi entra inevitabilmente in crisi.
È la realizzazione del celebre detto di Margaret Thatcher: "Il socialismo dura finché non finiscono i soldi degli altri".
Lungi dall'essere la semplice battuta di un politico, questa "profezia" della Thatcher si è sempre realizzata. Senza eccezioni.
Ma vi prego, non credete a me: guardate alla storia.
Nel Novecento, c'erano circa 240 Paesi al mondo che avevano istituito modelli socio-politico-economici ispirati ai principi del socialismo reale, o che si dichiaravano apertamente comunisti. Oggi sono scomparsi quasi tutti, ed i pochi rimasti sono in crisi. Secondo voi, perché?
Tornando alla situazione attuale, la questione di fondo è che, nel clima di grande incertezza prodotto dalla crisi economica e sociale attuale, sempre più cittadini europei ed americani desiderano il socialismo perché, da ignoranti cronici quali sono, credono che questo cambio di regime offrirebbe loro la società dei sogni, ossia un Paese in cui -- per capirci -- non si fa quasi un cazzo, ma reddito, sanità, casa, lavoro, pensioni, ossia presente e futuro, sono comunque garantiti.
Questi cittadini europei ed americani, sempre nella loro crassa ignoranza, incolpano il capitalismo degli Stati Uniti per tutto. In Italia, ad esempio, ci sarebbe "il neoliberismo" (EH?!) imposto dall'imperialismo yankee che ci schiavizzerebbe e impedirebbe alla nostra società di evolvere in una direzione più egualitaria e di raggiungere la tanto agognata giustizia sociale.
Per cui, non solo il governo USA, ma tutti i loro alleati -- veri o presunti tali -- vanno colpiti indiscriminatamente, ovunque essi siano.
E questo si fa schierandosi acriticamente con chiunque sia antioccidentale, antiborghese ed anticapitalista.
Non importa chi sia o cosa voglia; se è contro l'Occidente capitalista, è comunque un alleato: Putin, Xi Jinping, Hamas, Hezbollah, gli Ayatollah iraniani, persino quegli strafatti gli Huthi, chiunque.
Perché questo non è uno schierarsi PER costruire qualcosa.
È uno schierarsi CONTRO qualcosa, cioè per distruggere, per colpire qualcosa.
È davvero tutto qui.
Per quanto sembri semplicistico, un'Alleanza "Contro" è la sola chiave di lettura che permetta veramente di capire e di spiegare interamente la follia che vediamo intorno a noi.
Saluti,
(Rio)
