Salve.
Quest'uomo si chiama Pedro Sánchez, attuale primo ministro spagnolo. È un socialista e ci tiene a palesarlo quasi tutte le volte che parla.
Infatti, come molti socialisti, Sánchez dice belle parole; talmente belle che tanta gente non si accorge di un elemento di fondo, ossia che Sánchez, al di là della forma, esprime pensieri a metà strada tra un cardinale cattolico e una ragazzina delle medie.
Ad esempio, nel commentare l'attacco militare USA-israeliano all'Iran — e sottolineo: non solo americano, come in Venezuela; c'erano USA e Israele, stavolta — Sánchez usa espressioni come "unilaterale", "ingiustificato", "violazione del diritto internazionale" e "imperialista".
"Unilaterale", come se il fatto che per almeno due decenni l'Iran avesse finanziato, armato e addestrato qualunque gruppo di fanatici disposto ad attaccare Israele da ogni parte, da Hetzbollah agli Huthi, passando ovviamente per Hamas e le Brigate Al-Aqsa, per rendere la vita dei civili israeliani un inferno fatto di sirene d'allarme, di corse ai rifugi con i bambini, di attentati improvvisi e di morti, non contasse assolutamente niente.
"La guerra per procura non è diretta, per cui tu non puoi rispondere militarmente", sarebbe la sua... logica.
Ma questa è solo vuota retorica.
La guerra per procura è un banale espediente strategico messo in campo quando sai che tu non sei ancora pronto, perché il tuo nemico ha — si dice — 150 testate tattiche nucleari e tu, invece, zero.
E allora tu supporti, armi, finanzi e addestri tutti i suoi nemici, coordini gli attacchi militari congiunti (Hamas da Gaza, Hetzbollah dal Libano, gli Huthi, addirittura, dallo Yemen!), insomma, fai di tutto per fargli la guerra; ma non attacchi direttamente. Lo fai fare ad altri per te.
L'Iran è arrivato a fornire a quei quattro ciabattari degli Huthi dei missili a lungo raggio, perché dallo Yemen quelli a medio raggio non hanno una gittata sufficiente. Ha ospitato per anni gli uomini di Hamas nei campi di addestramento dei Pasdaràn, li ha coperti di dollari per le armi e per costruire la rete di tunnel più estesa al mondo e, nemmeno è il caso di dirlo, da decenni controlla Hetzbollah.
E Israele sa benissimo, come anche Sánchez, che dietro buona parte dell'instabilità in Medioriente ci sono gli ayatollah, che in questa strategia geopolitica hanno investito miliardi di petrodollari.
Non facciamo troppo gli ingenui.
Quindi, be', "unilaterale" può valere per gli USA... Ma applicato anche a Israele, è una cazzata alla Don Quixote, proprio.
Poi c'è "ingiustificato".
Cioè, Sánchez non era lo stesso che si stracciava le vesti in ogni sede internazionale per la sorte dei Gazawi, rei "soltanto" di aver causato il peggior massacro ebraico dai tempi dei nazisti e di avere, per questo, scatenato una guerra, portandola sul proprio piccolo e densamente popolato territorio?
Non era quello che chiedeva di intervenire per fermare Israele, parlando di fantomatiche centinaia di migliaia di morti?
Era lui, oppure suo cugino scemo Tontolito Sánchez?
No, mi sa che fosse proprio lui.
Ma stavolta pare non abbia visto cos'è successo in questi mesi alle ragazze ed ai ragazzi di Tehran, quando il regime ha posto in essere una carneficina in cui, stando a quel che si dice, in soli due mesi, avrebbero perso la vita più persone che in un anno di guerra a Gaza.
E niente. Gaza: intervento contro Israele giustificato. Invece, Terhan: intervento contro l'Iran "ingiustificato". (???)
La solita umanità ad intermittenza. Uno dei più odiosi indicatori di ipocrisia.
Ora passiamo a 'sta benedetta "violazione del diritto internazionale" che, a sentire le Sinistre di mezzo mondo, si applicherebbe solo ai Paesi Occidentali, mentre per il resto del pianeta — ossia, proprio dove avvengono le violazioni più gravi — pare non esista nemmeno.
Per questo motivo Al Jolani può tranquillamente massacrare i Drusi in Siria, Boko Haram i cristiani in Nigeria e, ovviamente, il regime iraniano può trucidare i propri ragazzi a migliaia.
Sánchez no tiene ningún problema con eso.
Ma se qualcuno si azzarda ad intervenire militarmente, allora apriti Cielo! Si invocano sanzioni durissime, l'isolamento dalla comunità internazionale, l'embargo del jamón serrano e della paella valenciana.
Qualcuno si spinge ad obiettare che quelli di Tehran siano affari interni, non soggetti al diritto internazionale.
E no, infatti: il massacro di — si dice — 40mila ragazze e ragazzi iraniani e l'impiccagione alle gru di omosessuali e dissidenti, a seguito della sanguinosa repressione del regime, non si configurano come "violazione del diritto internazionale". Sono soltanto una peculiare implementazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Vero?
Ma che pianeta di ipocriti. Diventa tutto facile quando si vede solo ciò che conviene vedere.
Nota: per questo io non sopporto i seguaci di ideologie forti, siano esse di Destra o di Sinistra: per questa gente, gli ideali contano sempre più dei fatti concreti, e questo mi dà l'orticaria.
E veniamo al leitmotiv finale: "l'imperialismo".
Ma veramente mi tocca spiegare a dei miei coetanei, adulti e vaccinati, che l'imperialismo lo fanno tutti i Paesi che possono permetterselo? Tutti quelli che possono. Nessuno escluso.
Per cui, c'è un imperialismo USA (chiedete a Maduro), ma c'è anche un imperialismo cinese (chiedete ad un qualsiasi abitante dell'Africa Australe, se volete sapere cosa sta facendo la Cina lì).
C'è un imperialismo russo (citofonare Lukashenko, Repubbliche Baltiche e vari "Stan") e ce n'è pure uno Iraniano (secondo voi, perché l'Iran ha creato e controllato una milizia esterna, Hetzbollah, tramite la quale per decenni e sino a pochi mesi fa ha controllato buona parte di Siria e Libano? Era la sua longa manus imperialista, mica la sua squadra di hockey su prato!).
Infine, ce n'è uno israeliano e persino uno turco (quest'ultimo, sinora, non è venuto proprio benissimo, ma tant'è).
E si potrebbe andare avanti, ma poi mi dicono che faccio sempre i post lunghi e quindi mi limito ad una considerazione finale.
Tra le molte uscite fiabesche del primo ministro Sánchez, ce n'è una che mi ha fatto cadere le braccia sino in Cina (ho dovuto ricomprarmele usate su AliBaba).
Sánchez ha detto qualcosa come: "Si può essere contro un regime odioso e, al tempo stesso, essere anche contro chi viola il diritto internazionale con un attacco."
E va bene, Fata Turchina iberica.
Ma allora 'sto "regime odioso" che ignora ogni diplomazia, come lo combattiamo? Con il dissing?
Saluti dal mondo reale.
(Rio)
