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lunedì 11 maggio 2015

L'assurdità del Reddito di Cittadinanza (e mica solo in Italia)


Salve.

Mi ero riproposto di non perdere troppo tempo con la propaganda elettorale dei partiti politici, perché è davvero inutile commentare qualcosa che tanto non verrà mai realizzato.
Ma l'insistenza con cui il M5s continua a parlare del "Reddito di Cittadinanza" nei comizi, sui media amici e persino con una marcia ad Assisi, presentandolo come una cosa possibile, realizzabile e persino sensata, alla fine ha avuto la meglio sulla mia già non eccelsa pazienza.

Premetto, ad uso dei Grillini-Cittadini-Militanti in perenne campagna elettorale che, al fine di evitare distorsioni, le fonti che utilizzo in questo post per descrivere la proposta del M5s sono soltanto grilline: il blog di Grillo, che contiene la versione ufficiale della proposta di legge, le interviste video in cui i grillini parlano direttamente alla gente, evitando trascrizioni errate da parte di giornalisti della Ka$ta.
Quindi, nulla di scritto, se non sotto il controllo di Grillo.
Il resto è materiale audiovisivo.

Va da sé, non mi aspetto di cambiare le opinioni di nessuno.
Tutto ciò che desidero fare con questo post è di chiarire il mio punto sulla questione.

Stando alla proposta di legge ufficiale, con il Reddito di Cittadinanza (d'ora in avanti RdC) si proporrebbe di integrare il reddito netto annuo di ogni cittadino sino a fargli raggiungere un minimo pari a 7.200 euro netti l'anno, stabilito in ordine alla soglia di povertà relativa, quantificata a partire dall’anno 2013 in 600 euro mensili netti. 
Grillo nel video parla invece di 780 euro netti mensili: forse un aggiornamento Eurostat, forse un ricalcolo, forse s'è sbagliato, ma qui non importa.
Il RdC sarebbe un diritto non soltanto dei cittadini italiani maggiorenni, ma anche dei cittadini stranieri residenti in Italia da almeno due anni, purché questi ultimi dimostrino di aver lavorato minimo mille ore nello stesso periodo (circa 9 ore e mezza alla settimana, in media) oppure di aver guadagnato almeno 6.000 euro netti in due anni.

Il RdC integrerebbe il reddito degli aventi diritto per un massimo di tre anni, nel corse dei quali il soggetto si renderebbe disponibile ad accettare offerte di lavoro "congrue", dove per "congrue" si intende: 
  1. attinenti alle propensioni, agli interessi e alle competenze acquisite dal beneficiario in qualsiasi modo;
  2. con una retribuzione oraria comunque non inferiore a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale;
  3. con una sede del luogo di lavoro non distante oltre 50 chilometri dalla residenza del soggetto interessato e il luogo di lavoro raggiungibile con i mezzi pubblici in un arco di tempo non superiore ad 80 minuti (questa definizione è talmente ristretta che il mio attuale lavoro, la cui sede dista un'ora e mezza da casa mia con i mezzi, già non rientrerebbe nella categoria...).
Sia chiaro -- e lo ribadisce anche Grillo nel video: non si tratta di lavori sociali, come chiamare il laureato con master per offrirgli un posto da badante di un anziano. Sono "lavori veri" (parole letterali di Grillo, non di un comune mortale come me).
Se il soggetto rifiuta -- non chiedetemi perché -- non una, non due, ma ben tre offerte di lavoro che miracolosamente rientrino nella ristretta definizione di cui sopra, costui -- vivaddìo -- perde il Reddito di Cittadinanza.
Ma a quel punto, sarebbe l'ultimo dei suoi problemi.

Se vi domandate come vengano certificati i requisiti degli aventi diritto... Be', la proposta dice che la cosa va fatta mediante autocertificazione.
Nessun controllo nel merito, ma solo controlli automatici per evidenziare difformità rispetto alle banche dati già esistenti. Come dire, che se uno ha dichiarato al fisco 50 mila euro l'anno e poi chiede il RdC, lo scoprono subito. Ma se è un evasore, va tutto bene.
In un Paese in cui ci sono migliaia di falsi invalidi certificati da medici ASL compiacenti, che si stima costino circa 1,5 miliardi di euro l'anno (e non si riescono ad effettuare controlli adeguati), il M5s propone di elargire sussidi a circa 10 milioni di persone dietro presentazione di un'autocertificazione, verificata con controlli automatici.
E va be'.

Ma aspettate a parlare di fantascienza.
Perché, ciò premesso, queste meravigliose offerte di lavoro "congrue" -- che tutti ogni giorno cercano, ma che nessuno sembra riuscire a trovare -- dovrebbero arrivare da dove nessuno s'è mai aspettato di vedere arrivare niente: dai Centri per l'Impiego, versione tinteggiata dei vecchi, iper-burocratici Uffici di Collocamento; che, ovviamente, hanno dentro ancora gli stessi impiegati. E mica possono mandarli via.

C'è poi il lietmotif della copertura finanziaria.
Molti si domandano da dove dovrebbero arrivare le risorse per finanziare il RdC (19 miliardi all'anno, si dice nella proposta; 17 mld/anno in tv, invece): domanda legittima, posto che deve trattarsi di entrate certe, garantite e non "finanziate a valere sulla lotta all'evasione ed alla corruzione", come dicevano i Democristiani nella Prima Repubblica, quando non volevano davvero realizzare nulla. 

L'ipotesi di ridurre notevolmente la spesa della difesa, sulla base dell'affermazione che l'Italia sarebbe "il terzo Paese per spesa militare in Europa e il settimo al mondo" fa tanto Wikipedia, posto che invece il SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute, l'osservatorio più importante del mondo sulla spesa militare), parla invece di 12-mo al mondo e quinto in Europa, dopo Russia, Francia, Gran Bretagna e Germania. 
Il che significa che il solo Paese europeo di dimensioni e con una popolazione confrontabile all'Italia che spende meno di noi è la Spagna. 
Pretendere che noi si debba tagliare la spesa militare perché spendiamo più dell'Olanda o del Portogallo, francamente, non mi pare un'argomentazione delle migliori.
Ma fate voi.

Secondo il M5s poi, 2,7 miliardi dovrebbero arrivare da lotterie e giochi pubblici, ma il Movimento non spiega in che modo sostituire i mancati introiti per quei capitoli di spesa che attualmente di quel gettito sono i destinatari. 
Si tratta, tra l'altro, di capitoli molto delicati, posto che i proventi da giochi di Stato vengono spesso utilizzati per reperire le risorse necessarie agli Enti Locali per il perseguimento di finalità culturali, sociali e di riqualificazione ambientale; ovvero aree di intervento in cui, senza il gettito delle lotterie e giochi pubblici, praticamente non c'è un centesimo. 

La restante parte viene, per lo più, da contributi di solidarietà previdenziale, ovvero tassando le pensioni: questa -- che pure sarebbe una buona cosa, se soltanto non fosse destinata a finanziare un'idea così balzana -- non è purtroppo una via praticabile, almeno secondo la Corte Costituzionale, che ha già bocciato due volte in tre anni chi ritoccava le pensioni già in corso di erogazione, a qualsiasi titolo.
Ed il fatto che Casaleggio dica che si può fare anche con le sentenze negative della Consulta -- posto che Casaleggio è un uomo di marketing, non un costituzionalista -- francamente non mi sembra fondamentale.

E poi, ma davvero con 19 miliardi l'anno riusciamo non solo a coprire l'integrazione del reddito di tutti quelli che diranno di averne diritto, ma a fare anche i controlli e a trasformare i Centri per l'Impiego in una cosa seria? 
Non solo: con quei soldi riusciamo anche a far saltar fuori un posto di lavoro per ciascun avente diritto in linea con la definizione di "congruità" di cui sopra?
In Italia?!
Madonna, se siamo bravi!

Sin qui, ho parlato solo di Italia. Vediamo cosa succede all'estero, dove i grillini sostengono che questa cosa esista già, sia pure in forme differenti.
Qui in Gran Bretagna (dove vivo io) devono vedersela con due fenomeni chiamati, rispettivamente, "benefit thieves" e "benefit train".

Il primo, semplicemente, è rappresentato da gente che si auto-certifica dei requisiti che non ha e quindi percepisce sussidi (in GB hanno il buon senso di chiamare le cose con il loro nome) ai quali non ha diritto.
Ma in Italia, giustamente, non abbiamo di questi problemi; per cui passerei subito al secondo.

Il "benefit train" è un fenomeno curioso, perché non è affatto illegale: è soltanto l'effetto distorsivo causato dalla normativa sui sussidi, in base alla quale una persona dopo aver mantenuto il sussidio il più a lungo possibile, accetta il-primo-lavoro-purché-sia, al solo scopo di "azzerare" il proprio rapporto con il DWP (Department of Work and Pensions, l'INPS britannica) e poi perdere il lavoro per tornare a vivere a spese di chi lavora, con un nuovo sussidio.
In pratica, X anni di sussidio e tot mesi di lavoro, poi di nuovo X anni di sussidio e tot mesi di lavoro, e così via...

Il fenomeno, per quanto si svolga alla luce del sole (c'è persino un programma del canale ITV, chiamato "Benefit Street" in cui questi "dodgers", furbetti dei benefit, vengono intervistati apertamente) è di difficile soluzione a livello pratico.
Il giro di vite sui furbetti dei benefit è stato uno dei temi caldi della campagna elettorale dei Conservatori e degli (ex?) amici di Grillo dello UKIP.

Ciò accade in Gran Bretagna; per cui immagino che gli estensori della proposta suppongano che in Italia certe cose non succederebbero mai.

A questo punto, mi sembra di aver detto abbastanza da ipotizzare che il Reddito di Cittadinanza dei Cinquestelle o è una figata incredibile che sovverte le Leggi dell'Universo o è la classica mega-balla politica buttata lì da una forza d'opposizione, perché sa bene che tanto non verrà mai realizzata; ma che, specie in prossimità di elezioni in un Paese in piena crisi, una sua utilità per qualcuno ce l'ha eccome.

Decidete voi.
Saluti,

(Rio)

PS. Aggiornamento: ho aggiunto una serie di post che analizzano in dettaglio le "presunte" fonti di finanziamento del RdC. La serie comincia qui.